Modello 231

Whistleblowing e Modello 231: cosa prevede il d.lgs. 24/2023

Il Modello 231 deve prevedere canali di segnalazione interna, divieto di ritorsione e sanzioni disciplinari. Ecco cosa chiede il d.lgs. 24/2023 e quali sono le sanzioni ANAC.

Whistleblowing e Modello 231: cosa prevede il d.lgs. 24/2023

Il collegamento con il Modello 231

Dopo la riforma introdotta dal d.lgs. 10 marzo 2023, n. 24, che ha recepito la direttiva (UE) 2019/1937, l’art. 6, comma 2-bis, del d.lgs. 231/2001 stabilisce che i modelli prevedono i canali di segnalazione interna, il divieto di ritorsione e il sistema disciplinare per chi viola queste regole. Le precedenti disposizioni dei commi 2-ter e 2-quater sono state abrogate.

Come deve essere il canale interno

L’art. 4 del d.lgs. 24/2023 prevede che:

  • i canali siano attivati sentite le rappresentanze sindacali;
  • garantiscano, anche con strumenti di crittografia, la riservatezza del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto della segnalazione;
  • la gestione sia affidata a una persona o a un ufficio interno autonomo e formato, oppure a un soggetto esterno con gli stessi requisiti;
  • le segnalazioni possano essere fatte per iscritto, oralmente o con un incontro diretto.

I soggetti privati fino a 249 dipendenti possono condividere il canale di segnalazione e la sua gestione. Per questi soggetti l’obbligo di attivare il canale interno decorre dal 17 dicembre 2023 (art. 24).

La tutela contro le ritorsioni

Il segnalante è protetto da qualsiasi ritorsione: licenziamento, demansionamento, misure disciplinari, mancato rinnovo del contratto, molestie e altri comportamenti pregiudizievoli (art. 17). Nelle controversie si presume che l’atto sia stato causato dalla segnalazione: spetta a chi lo ha adottato dimostrare il contrario. Il licenziamento conseguente alla segnalazione è nullo.

Le sanzioni ANAC

L’art. 21 prevede sanzioni amministrative da 10.000 a 50.000 euro quando:

  • sono commesse ritorsioni o la segnalazione è ostacolata;
  • è violato l’obbligo di riservatezza;
  • non sono stati istituiti i canali di segnalazione o le procedure non sono conformi.

Gli enti con Modello 231 devono inoltre prevedere nel sistema disciplinare sanzioni per i responsabili di questi illeciti (art. 21, comma 2).

Cosa fare in pratica

  • adottare una procedura scritta che descriva canali, gestori, tempi e tutele;
  • scegliere uno strumento che garantisca la riservatezza, per esempio una piattaforma dedicata;
  • informare e formare il personale su come e cosa segnalare;
  • coordinare la procedura con l’Organismo di Vigilanza e con il sistema disciplinare del modello.

Conclusioni

Il whistleblowing è oggi parte integrante del Modello 231: un canale mal configurato espone l’impresa a sanzioni autonome e indebolisce il modello nel suo complesso. Nel nostro percorso di redazione la procedura di segnalazione è sempre inclusa: puoi richiedere qui un preventivo.

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