Legality Focus
Impresa · Famiglia · Continuità
n. 1 · ottobre 2026 · lettura 5 minuti
Vincent van Gogh, <em>Campo di grano con cipressi</em>, 1889
Vincent van Gogh, Campo di grano con cipressi, 1889 · The Metropolitan Museum of Art, New York

Holding in società semplice, esenzione dopo la donazione, crisi e debiti fiscali

Nasce Legality Focus, l’aggiornamento quindicinale di Legality s.t.a.r.l. per imprenditori, famiglie che hanno un’azienda e loro consulenti. Quattro temi soltanto: passaggio generazionale, holding di famiglia, risanamento d’impresa e patti di famiglia.

Niente teoria: per ogni novità, cosa cambia e cosa conviene fare.

Novità in 5 minuti
Holding

La “cassaforte di famiglia” in società semplice non nasce più a costo zero

Molte famiglie conferiscono le quote dell’azienda in una holding con il regime del “realizzo controllato”, che di solito non fa pagare imposte sul conferimento. Per l’Agenzia delle Entrate questo regime non vale se la holding è una società semplice: la società semplice non ha un bilancio, quindi manca il riferimento su cui si calcola il beneficio. Si applica il valore di mercato delle quote e si può pagare l’imposta sulla plusvalenza.

In pratica: se state progettando una holding di famiglia, valutate una s.r.l. Se avete già una società semplice, fatevi rifare i conti prima di conferire.

Fonte: Agenzia Entrate, risposta n. 176 del 21 settembre 2026

Passaggio generazionale

Ho ricevuto l’azienda in donazione: posso riorganizzarla senza perdere l’esenzione?

Chi riceve in donazione la maggioranza di una società non paga l’imposta, ma deve mantenere il controllo per 5 anni. Secondo l’Agenzia, in questi 5 anni il figlio può portare le quote in una propria holding e anche vendere una minoranza a un socio esterno. L’esenzione resta, purché conservi il controllo, anche tramite la holding.

In pratica: fare entrare un socio finanziario dopo la donazione si può. Però sulla quota venduta prima dei 5 anni si paga un’imposta sulla plusvalenza calcolata “come se la donazione non ci fosse stata”. Conviene fare i conti prima di firmare.

Fonte: Agenzia Entrate, risposta n. 152 del 31 luglio 2026

Risanamento d’impresa

Piccole imprese e debiti con il Fisco: una strada più semplice

Con una circolare del 21 ottobre l’Agenzia delle Entrate spiega come si comporterà nelle procedure per i “piccoli” debitori: imprese sotto soglia, professionisti, soci che hanno firmato garanzie. La novità principale riguarda il concordato minore. Per chiudere i debiti fiscali non serve più la procedura di transazione fiscale con il parere della Direzione regionale. Il giudice può approvare il piano anche senza il voto favorevole del Fisco, sulla base della relazione dell’organismo di composizione della crisi.

In pratica: se avete debiti fiscali che non riuscite a pagare e un’impresa piccola, il concordato minore torna a essere un’opzione concreta. Muoversi presto aumenta le possibilità di successo.

Fonte: Agenzia Entrate, circolare n. 9/E del 21 ottobre 2026

Risanamento d’impresa

Comprare un’azienda in crisi è più sicuro

Chi compra un’azienda di norma risponde anche dei debiti fiscali del venditore. Se l’acquisto avviene dentro un accordo di ristrutturazione con il Fisco, invece, l’acquirente è protetto. Per l’Agenzia la protezione resta anche se poi l’accordo salta per colpa del venditore. Fa eccezione solo il caso di frode.

In pratica: se state valutando di rilevare un ramo d’azienda da un’impresa in difficoltà, comprare dentro una procedura è la strada più sicura.

Fonte: Agenzia Entrate, consulenza giuridica n. 9 del 1° settembre 2026

Patti di famiglia

L’accordo tra fratelli sulle quote? Senza notaio non vale

Una famiglia aveva riorganizzato le quote della società tra i figli con una scrittura privata: divisione delle attività, conguagli tra fratelli, una rendita ai genitori. Per la Cassazione questo è un patto di famiglia, anche se i figli erano già soci. Il patto di famiglia richiede l’atto pubblico, quindi l’accordo era nullo.

In pratica: se in famiglia vi siete già accordati su “chi prende cosa” nell’azienda, verificate la forma. Un accordo nullo riapre tutto alla prima lite.

Fonte: Cassazione, sez. II, n. 4376 del 26 febbraio 2026

Il caso pratico

“Separiamo gli immobili dall’azienda così li mettiamo al sicuro”: quando la scissione diventa un reato

È una richiesta frequente. L’azienda ha debiti, i capannoni sono di proprietà della società. Si fa una scissione: gli immobili vanno in una nuova società, magari intestata ai figli, e i debiti restano nella vecchia.

A settembre la Cassazione ha confermato una condanna per bancarotta fraudolenta proprio in un caso così. La scissione era formalmente regolare, ma ha portato via gli immobili e ha lasciato i debiti, svuotando la società poi fallita. Le tutele previste dal codice civile per i creditori non hanno evitato la condanna.

Prima di una scissione, fatevi queste quattro domande:

  1. La società che resta sarà in grado di pagare i suoi debiti?
  2. C’è una ragione industriale vera, diversa dal proteggere i beni?
  3. Quote e beni restano nella stessa famiglia che controlla l’impresa in difficoltà?
  4. Ci sono già segnali di crisi, come ritardi con banche, fornitori o Fisco?

In pratica: se la risposta alla prima domanda è “no” o “non so”, fermatevi. Quando l’impresa è in difficoltà, gli strumenti giusti sono quelli del risanamento, come la composizione negoziata o gli accordi con i creditori, non la separazione dei beni.

Fonte: Cassazione penale, sez. V, n. 32909 del 4 settembre 2026

Da tenere d’occhio

Legge di bilancio 2027. Il testo è in Parlamento. Le imprese chiedono la rivalutazione agevolata delle partecipazioni, utile per chi prepara un passaggio generazionale o una cessione. Seguiremo l’iter nei prossimi numeri.

Fine anno. Prima della chiusura dell’esercizio conviene controllare che l’organizzazione e i piani di cassa dell’azienda siano in grado di segnalare per tempo eventuali difficoltà. Per chi fa impresa in forma di società è un obbligo di legge (art. 2086 c.c.).

Un tema che vorreste vedere approfondito? Scrivete a [email protected]: i suggerimenti più ricorrenti diventeranno i prossimi casi pratici.

Le informazioni di questa newsletter hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico.

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