Introduzione
Il trust rappresenta uno strumento duttile per pianificare il passaggio generazionale, proteggere il patrimonio e gestire situazioni familiari complesse. Comprenderne la struttura e le potenzialità è fondamentale per una pianificazione efficace.
Struttura del trust
Il disponente trasferisce beni (partecipazioni, immobili, liquidità) a un trustee, che li amministra nell’interesse dei beneficiari secondo le regole stabilite nell’atto istitutivo.
Segregazione patrimoniale: I beni in trust costituiscono un patrimonio separato, non aggredibile dai creditori del disponente, del trustee o dei beneficiari.
Flessibilità: L’atto di trust consente di modulare diritti e poteri in modo personalizzato.
Tipologie di trust
Trust autodichiarato: Il disponente è anche trustee.
Trust opaco: I redditi del trust non sono distribuiti ma accumulati.
Trust trasparente: I redditi sono imputati ai beneficiari.
Trust discrezionale: Il trustee ha discrezionalità sull’assegnazione dei benefici.
Fiscalità del trust
I trust residenti in Italia sono soggetti a imposizione sui redditi secondo il regime di trasparenza o opacità.
Imposta di donazione: Il trasferimento di beni al trust può essere soggetto a imposta di donazione, con franchigie e aliquote dipendenti dal rapporto tra disponente e beneficiari.
Abuso del diritto: Occorre evitare che il trust configuri un’operazione elusiva priva di sostanza economica.
Vantaggi nel passaggio generazionale
Gradualità: Il trust consente di trasferire gradualmente il patrimonio proteggendo i beneficiari immaturi.
Protezione: I beni sono protetti da azioni dei creditori e da gestioni imprudenti.
Governance: Il trustee garantisce continuità gestionale e supervisione professionale.
Conclusioni
Il trust è uno strumento potente ma complesso. Richiede consulenza specialistica per strutturarlo correttamente ed evitare rischi fiscali e successori.
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